26/06/09


Forse il mondo é una ferita e qualcuno la sta ricucendo in quei due corpi che si mescolano- e nemmeno é amore, questo é stupefacente, ma é mani, e pelle, labbra, stupore, sesso, sapore-tristezza, forse-perfino tristezza-desiderio- quando lo racconteranno non diranno la parola amore- mille parole diranno, taceranno amore-tace tutto intorno...

05/06/09

Riflessioni sparse

Non so quanto senso avrà quello che sto per scrivere, che poi io forse in certe cose, di senso non ne ho mai avuto.

Mi sento tornata...o forse no, perché “Sapere sempre dove sei, ti può smarrire…”.

Sarà per questo che io mi perdo sempre.

Colpa del mio bisogno maniacale di avere sempre tutto sotto controllo, della mia insana passione per le logiche di causa effetto, per la linearità dei gesti, dei pensieri, dei discorsi.

Colpa della mia cieca ostinazione a piegare e ordinare sempre tutto, ad accendere luci, ad aprire porte per controllare che davvero dietro non ci sia più nessuno, a voltarmi, per scorgere in un puntino minuscolo all’orizzonte quei tratti così familiari, senza accorgermi che è solo uno scherzo di riflessi.

Colpa della mia fissazione sulle parole, sul loro significato, su una visione del mondo nettamente bicolore, profondamente integralista.

E forse questo eccesso di perfezionismo e purismo può finire col render ciechi.

In realtà, se ci penso bene, pur avendo spesso ammirato e forse anche un po’ segretamente invidiato, chi non trema e non vacilla mai, una parte di me piuttosto consistente ha sempre cercato di fuggire da tutto questa architettura razionale.

Scappo dai percorsi prestabiliti ogni volta che ho la sensazione di sentirmi in gabbia, intrappolata, non più in grado di intendere, di volere, di scardinare, irrigidita in una parte e in un mondo che non può entrarmi sotto pelle, che non riesce a saziarmi.

“Puoi finger bene ma so che hai fame…”

Si perché io ho troppo spesso fame.

Fame di emozioni, di giostre, di scontri, di schianti, di lividi, di suoni, di luci, di corpi, di bocche, di occhi, di vino, di alcol, di gusto, di morsi, di notte, di un piede sull’acceleratore, di lancette che impazziscono, di riverberi, di spirali...fame.

E ci sono momenti in cui ci vuole nulla perché la fame si trasformi in bulimia emozionale.